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Il blog dell'Associazione Mente Locale - Penisola Sorrentina
mercoledì, 16 luglio 2008

arriva CINEMAMENTE LIGHT - da venerdì a Sant'Agnello cinema all'aperto - primo film IL MIO NUOVO STRANO FIDANZATO

Cari amici, siamo lieti di annunciarvi una ghiotta novità: da venerdì 18 luglio prenderà il via CINEMAMENTE LIGHT, rassegna di cinema comico all'aperto a cura dell'Associazione Mente Locale con il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Sant'Agnello.

4 serate, a partire da questo venerdì e fino all'8 agosto, in compagnia di 4 pellicole brillanti nel bellissimo scenario dell'arena del parco pubblico di Corso Italia (adiacente parco giochi, area soprastante box auto, a due passi da Piazza Matteotti - Sant'Agnello)

Questo il calendario delle proiezioni:

venerdì 18 luglio, ore 20.45: Il mio nuovo strano fidanzato (Argentina, 2004) di Teresa Pelegri e Dominic Harari, con Guillermo Toledo e Norma Aleandro
mercoledì 23 luglio, ore 20.45: Hollywood party (USA, 1968) di Blake Edwards, con Peter Sellers
venerdì 1 agosto, ore 20.45: Prendi i soldi e scappa (USA, 1969) di e con Woody Allen
venerdì 8 agosto, ore 20.45: Funeral party (Gran Bretagna, 2007) di Frank Oz, con Matthew Macfadyen e Rupert Graves

Questo venerdì dunque alle 20.45 appuntamento con Il mio nuovo strano fidanzato, spigliata commedia argentina del 2004:

Leni, ragazza ebrea, torna dalla sua famiglia di Madrid per presentare il suo fidanzato Rafi, palestinese: ma Rafi è così maldestro da causare una serie di rocambolesche situazioni...

In allegato la locandina della manifestazione.


Non mancate, vi aspettiamo numerosi... e diffondete la voce!

Raffaele Lauro
Presidente Associazione Mente Locale

per contatti:
3396369690
http://associazionementelocale.splinder.com
apsmentelocale@libero.it
contatto msn: associazionementelocale@live.it

ps. qui la locandina di Ethnos, Festival Internazionale di musica etnica e rassegna del film Etnomusicale, che si terrà fino al 17 luglio al Parco dei Quartieri Spagnoli di Napoli.
sabato, 05 luglio 2008

[mentelocale segnala - 4 luglio] segnalazioni per i prossimi giorni

In rigoroso ordine cronologico, qualche segnalazione per i prossimi giorni:

1) oggi venerdì 4 alle 18.30 a Vico incontro con l'Associazione Il granello di Senape e i volontari in Rwanda
2) sempre oggi 4 luglio appuntamento con l'associazione Equoqua sulla spiaggia di Meta con concerto SKA in serata
3) fino a domenica 6 luglio cinema a Castellammare con la Cps
4) sabato 5 e domenica 6 luglio due serate con Marco Travaglio, a Positano e a Vico Equense
5) domenica 6 luglio escursione sui Monti Lattari con il Cai Stabia
6) giovedì 10 luglio a Sant'Agnello presentazione del libro Il mondo invisibile di Paola Cannavale
7) venerdì 11 luglio a Montechiaro (Vico Equense) incontro con il Prof. Antonio Gibelli su "cibo, fame, fantasie dei soldati nella Grande Guerra"

1) Oggi pomeriggio alle 18.30 presso il Chiostro della SS. Trinità di Vico Equense (sede UniTRE) incontro con Alberto Benvenuti, volontario internazionale in Rwanda per l'Associazione "Il granello di Senape"

2) Sempre oggi, a partire dalle 9.00 del mattino, appuntamento con l'associazione Equoqua sulla spiaggia di Meta.
Queste le attività di giornata:

- ore 9.00 raduno volontari per la pulizia della spiagge libere
- ore 18.00 fango d'argilla e tecniche di automassaggio e massaggio collettivo
- ore 22.00 concerto SKA con i Colours Ensamble

Per info assequoqua@virgilio.it

3) Tutte le sere, fino a domenica 6 luglio, cinema con la rassegna Finestre sul mondo organizzata dalla CPS di Castellammare di Stabia.
Le proiezioni si terranno all'aperto, sulla banchina Zicatiè, a Castellammare a partire dalle ore 21.00

Questo il calendario delle prossime tre sere:

venerdì 4 luglio: Gatto nero gatto bianco (di E. Kusturica)
sabato 5 luglio: Ti ricordi di Dolly Bell? (di E. Kusturica)
domenica 6 luglio: L'ultimo Re di Scozia (di K. Macdonald)

Qui la locandina dell'evento.

4) Doppio appuntamento con Marco Travaglio in Penisola Sorrentina, sabato 5 luglio e domenica 6.
Il popolare giornalista presenterà i suoi libri "Se li conosci li eviti" e "Mani sporche"

sabato 5 luglio a Positano, alle 21, presso l'Hotel Poseidon: interverranno Angelo Ciaravolo, Silvia Grassi, Vincenzo Iurillo e Luigi Pentangelo. Intervento musicale degli Hora Nueva.

domenica 6 luglio a Vico Equense, sempre alle 21, presso l'Hotel Le Axidie: interverranno: Angelo Ciaravolo, Vincenzo Iurillo, Franco Barbato e Antonio Greco. Intervento musicale degli Hora Nueva.

5)
Domenica 6 luglio appuntamento con le escursioni del Cai Stabia; tappa sui Monti Lattari con percorso Pontone - Valle delle Ferriere - Amalfi.

Per informazioni potete contattare il responsabile di giornata Liborio Liguori (3406667259)
Sito internet www.caistabia.it

6) Giovedì 10 luglio nuovo appuntamento con Rinfreschiamoci le idee, rassegna letteraria organizzata dalla Libreria Livingstone di Sant'Agnello con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura.
Giovedì 10 alle 19.00 Paola Cannavale presenterà il suo libro "Il mondo invisibile".

Qui il calendario completo dell'iniziativa e i recapiti della Libreria

7)
Vi ricordo l'appuntamento con le serate organizzate a Vico Equense dall'Associazione Aequa 20 nel suggestivo scenario di Montechiaro: qui il programma.
L'11 luglio alle 20.45
incontro con il Prof. Antonio Gibelli su "cibo, fame, fantasie dei soldati nella Grande Guerra".


A presto!


Raffaele Lauro
Presidente Associazione Mente Locale

per contatti:
3396369690
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apsmentelocale@libero.it
contatto msn: associazionementelocale@live.it
lunedì, 30 giugno 2008

maxima immoralia

Propongo che tutti gli italiani si presentino ai prefetti per farsi prendere le impronte digitali.

postato da: noneventual.mente

postato da: ApsMenteLocale2 alle ore 19:24 | link | commenti (2) | commenti (2)
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giovedì, 26 giugno 2008

[mentelocale segnala - 26 giugno] segnalazioni per i prossimi giorni

Qualche segnalazione per questo weekend (e non solo):

1) venerdì 27 giugno a Meta, sulla spiaggia libera, dalle 19 laboratori e proiezioni a cura dell'Associazione Equoqua
2) domenica 6 luglio escursione del Cai
sui Monti Lattari
3) a luglio, musica e libri a Vico Equense con l'associazione Aequa 20
4) informazioni sul bando per il Servizio Civile all'estero con la Cps - scadenza del bando 7 luglio 2008

con ordine:

1) venerdì 27 giugno sulla spiaggia libera di Meta (sotto la madonnina) serata in compagnia dell'Associazione Equoqua.
alle 19.00 laboratorio di argilla
alle 22.00 proiezione META PUNK META NO video proiezioni e musica

Per info e prenotazioni: 0818088790 - assequoqua@virgilio.it

2)
Domenica 6 luglio appuntamento con le escursioni del Cai Stabia; tappa sui Monti Lattari con percorso Pontone - Valle delle Ferriere - Amalfi.

Per informazioni potete contattare il responsabile di giornata Liborio Liguori (3406667259)
Sito internet www.caistabia.it


3) Vi ricordo l'appuntamento con le serate organizzate a Vico Equense dall'Associazione Aequa 20 per i primi di luglio, nel suggestivo scenario di Montechiaro: qui il programma.

4)
Vi ricordo inoltre che sta per scadere il Bando per il Servizio Civile all'estero con la Cps di Castellammare di Stabia: un'esperienza nel mondo della cooperazione internazionale in progetti di sostegno ai minori e di turismo responsabile in Paesi come Senegal, Congo e Perù.

Il Bando scadrà alle ore 14 di lunedì 7 luglio: per presentare la domanda e per ulteriori informazioni potete contattare la Cps:

telefono: 081 / 8704180
email: info@cps-ong.it
web: cps-ong.it

A presto!

Raffaele Lauro
Presidente Associazione Mente Locale

per contatti:
3396369690
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apsmentelocale@libero.it
contatto msn: associazionementelocale@live.it
mercoledì, 18 giugno 2008

Sicurezza un CORNO.

Le illuminanti parole di Giuseppe D'Avanzo sul Decreto approvato poco fa dal Senato.
postato da: ApsMenteLocale alle ore 13:39 | link | commenti | commenti
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sabato, 07 giugno 2008

cronistoria dello sgombero di un campo Rom a Roma

Vi suggerisco la lettura di questo interessante racconto dello sgombero di un campo Rom a Roma.
Un mix di violenza ideologica e verbale, mancanza di tatto, malgoverno e imbranataggine.
postato da: ApsMenteLocale alle ore 16:36 | link | commenti | commenti
categorie: roma, diritti, rom
sabato, 07 giugno 2008

immensa vergogna

Nel giorno del Gay Pride, è davvero triste leggere dell'ennesima aggressione a una coppia di omosessuali, ma forse è ancora più triste sapere che teatro di questo gesto orrendo è stato un treno della Circumvesuviana.
E' inaccettabile che un luogo così familiare per tutti noi divenga il luogo della violenza, e ancor peggio dell'indifferenza, visto che - stando alle prime ricostruzioni - nessuno dei passeggeri ha difeso le vittime.

Il link agli articoli sull'aggressione di ieri: Repubblica - Corriere della Sera
Il sito del Gay Pride - Roma 2008
postato da: ApsMenteLocale alle ore 15:47 | link | commenti | commenti
categorie: diritti, gaypride
mercoledì, 21 maggio 2008

TIZIANA COLUSSO a S.Agnello

Tiziana Colusso in:
Un incontro di poesia, conversazione e musica
Sabato 24 maggio 2008
ore 19:00
LIBRERIA CAFFE’
JONATHAN LIVINGSTON
Corso Marion Crawford 21/23
80065 Sant'Agnello (NAPOLI)
Tel 0818075831 - fax 0815324377
www.tizianacolusso.it

Appuntamento alla Libreria Jonathan Livingstone di Sant'Agnello con Tiziana Colusso.
La scrittrice Tiziana Colusso in un incontro di poesia, conversazione e musica.
Autrice di narrativa, poesia, testi teatrali, fiabe e saggistica.
Dopo la laurea in Letteratura Comparata a Roma si trasferisce per un periodo a Parigi, dove si specializza all’Université Paris-Sorbonne collaborando con La Republique Internationale des Lettres.
Attualmente è Responsabile Esteri del Sindacato Nazionale Scrittori e membro del direttivo dello European Writers Congress.
postato da: Indio10 alle ore 23:59 | link | commenti | commenti
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sabato, 17 maggio 2008

Se mia madre ne sente la puzza......

Mia madre me lo dice da qualche anno e sempre con un velo di tristezza nella voce…. attenzione figliolo!, che sei tornato a fare?  tira una brutta aria in Italia, siamo vicini alla dittatura, ne sento la puzza!!……come una volta!…. Eh già, lei lo ricorda bene il ventennio, il padre fu perseguitato dalle squadracce fasciste perché socialista e la sua famiglia iniziò a soffrire ben prima della devastante guerra che ne seguì. Lei me lo ripete spesso ed io all’inizio non gli davo tanta importanza, ero appena tornato con la mia famiglia da una lunga residenza all’estero, ero felice, finalmente si tornava a casa, dopo tanti anni di emigrazione potevo di nuovo vivere con i miei figli e mia moglie nella mia casa, nella mia terra, avevo anche qualche quattrino in tasca frutto di molti anni di lavoro, non mi sembrava vero! sono ancora abbastanza giovane ed in genere, da quel che so, chi torna, se torna, lo fa solo quando è ormai in pensione.

Non credevo che in Italia, al giorno d’oggi, ci fosse mai potuta esistere la possibilità che potesse tornare un regime totalitario, per questo, ancora adesso che scrivo, ne aborro l’idea. Sono nato in una Repubblica democratica creata dalla resistenza politica, prima, ed armata poi, di una parte del popolo italiano al nazifascismo che ci ha riscattato dall’ ignominia di essere stati uno dei paesi aggressori nella II guerra mondiale.

Invece mi sa che la mia “vecchia”  ha ragione, quel che vedo accadere in Italia inizia a preoccupare anche me, penso che stia arrivando l’ora di pensare ad una qualche seria, dico SERIA risposta a questa aggressione alla libertà ed alla dignità di un popolo. Non se ne può più dell’arroganza del sig. Berlusconi e del suo governo, della sua strafottenza verso gli interessi di tutti e della sua benevolenza verso quelli di pochi (il sig. Berlusconi ha triplicato negli anni del suo governo il suo capitale personale senza parlare dei “comparielli”…). Non se ne può più della violenza fascista ( in fondo, anche se si nascondono, nel nostro governo la loro presenza è molto nutrita) con la quale a partire da Napoli e poi Genova pensano di sottomettere la volontà dei cittadini che non la pensano come loro a manganellate, sevizie, torture ed aggressioni varie. Non se ne può più  dell’ingerenza clericale vaticana nei fatti politici e sociali del nostro sovrano paese, che viene  foraggiata oltretutto da un fiume di quattrini ( 8xmille, esenzioni  ed agevolazioni fiscali, persino lasciti ed eredità estorti in punto di morte in cambio di un posto in paradiso o meno anni in purgatorio ecc. ecc. Tutto ciò sembra essere equivalente a molto più di un miliardo di € !! ) erogato alla chiesa/e dalle nostre tasche. Non se ne può più delle leggi repressive (emigrazione, droga, fecondazione, clandestinità degli immigrati ecc. ecc.) che non servono altro che a far finire in carcere (già stracolmi) solo la povera gente che non ha i mezzi per difendersi (devono pur mangiare gli avvocati, pensate che la legge gli proibisce di non farsi pagare) o magari qualche studente che si coltiva le pianticelle di marijuana sul terrazzo (solo per uso personale e magari per non continuare a dare quattrini ai delinquenti. Anzi, mi viene un dubbio, ma la cocaina (solo i resti) trovata ripulendo le mensole dei bagni di Montecitorio l’avranno pagata i nostri onorevoli deputati?). Per non parlare del freno di stampo medievale ed inquisitorio posto alla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, alla fecondazione assistita; mi viene in mente che hanno addirittura avuto il coraggio di provare ad eliminare dai programmi scolastici “la Teoria dell’Evoluzione” di Darwin per sostituirla per quella chiamata “creazionismo” che evidentemente per loro (abituati a contar balle) è quella che meglio spiega la vita sulla terra. Naturalmente e fortunatamente il mondo scientifico e tutte le persone con un minimo di decenza ed intelligenza insorsero bloccando quest’ultima dabbenaggine dell’allora ministro dell’istruzione. Davvero non se ne può più, penso tristemente alle precedenti malefatte di un governo e del suo “padrone” Berlusconi ed a quelle che si accinge e potrebbe ancora fare. Se succedesse mi sa che dovrò ancora una volta fare i bagagli ed emigrare, e stavolta porterò con me anche mia madre, non ho nessuna intenzione che possa rivivere quel tragico passato.


Antonino De Angelis

postato da: Indio10 alle ore 11:13 | link | commenti | commenti
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sabato, 17 maggio 2008

Immigrazione

L’immigrazione non è un  fenomeno nuovo o caratteristico di questa società post-moderna, i flussi migratori hanno accompagnato la vita dell’uomo da sempre; la Storia è piena di episodi nei quali un popolo emigra verso paesi differenti spinto dalla necessità ed attratto dalla possibilità di trovare migliori condizioni di vita.

I movimenti migratori europei furono sempre di emigrazione e non d’immigrazione, la popolazione europea ha iniziato ad emigrare in tutto il mondo a partire della fine del secolo XV, ed il continente americano è stato il principale destino. Gli europei non trovarono mai una forte resistenza alla loro espansione e la poca che trovarono fu distrutta con la forza. Questa espansione non solo portò all’Europa soluzioni al problema demografico di superpopolazione e povertà ma permise un suo arricchimento smisurato ai danni del resto del mondo. Questo fenomeno è tristemente famoso con il termine “COLONIALISMO”.

Più recentemente, dopo la seconda guerra mondiale, si produce nei paesi centroeuropei (Germania, Francia, Belgio ecc.) una grande necessità di importare mano d’opera necessaria alla ricostruzione e allo sviluppo economico post-bellico. Questa tappa, finita nei primi anni 70, fu caratterizzata dal reclutamento di forza lavoro inizialmente dai paesi europei più meridionali (Grecia, Italia, Spagna, Portogallo) e successivamente dai paesi del nord Africa, dall’Asia e dal Sud America.

Questa dinamica di “attrazione” diventa successivamente di “repulsione”  quando quei paesi che l’avevano adottata si rendono conto che non hanno più bisogno di immigrazione arrivando a questa conclusione in conseguenza della forte crisi economica e dall’aumento della disoccupazione. Ma i flussi migratori, creati da guerre, carestie, miseria, malattie o dal bisogno di alcuni settori dell’economia europea di mano d’opera da sfruttare a basso costo, continuano.

Attualmente i flussi migratori sono causati da varie cause diverse:

1)       Come causa generale c’è la globalizzazione economica e le sue nefaste conseguenze dovute ad una cattiva ripartizione della ricchezza mondiale, alla distruzione del tessuto economico tradizionale e popolare dei paesi del cosiddetto “terzo mondo” che provoca in quei paesi disoccupazione e quindi un eccesso di mano d’opera che causa in un primo momento un flusso migratorio interno dalle aree rurali alle capitali o zone più ricche per poi esondare verso l’estero.

2)       In più influiscono altri fattori derivati dalla globalizzazione economica; si tratta di aspetti culturali per i quali alcune popolazioni decidono di andare in un paese determinato e non in un altro. Questa decisione viene presa seguendo il concetto del paese modello che genera il sistema.

3)       I fattori della fuga dal paese d’origine e quelli di attrazione dei paesi recettori non giustificano totalmente i movimenti migratori; anche se la realtà economica dei paesi “poveri” sta provocando la fuga, come conseguenza della sempre maggiore dipendenza dai paesi ricchi, non tutti i paesi poveri emettono flussi migratori, ne nella stessa quantità e nemmeno proporzionalmente alla loro situazione.

E’ un fatto provato che non tutti i paesi poveri producono flussi migratori, quelli che lo fanno anzi, non sono nemmeno i più poveri. Se analizziamo la popolazione immigrante nei paesi ricchi possiamo affermare che non emigrano i più poveri di ogni paese, ne i meno preparati anzi molti di loro sono in possesso di un diploma di laurea.

Questo ci fa pensare all’esistenza di cause sociali che si ripercuotono nella provenienza e  nella scelta della meta di destino.

 
C’è da parte degli emigranti una percezione dei paesi ex coloniali di riflesso ed identificazione culturale e linguistica. Esistono relazioni internazionali speciali per le antiche colonie che danno maggiori opportunità all’accesso alla nazionalità del paese ricettore.

L’antica relazione coloniale ha lasciato un’infrastruttura che facilita la comunicazione tra determinati paesi, l’esistenza di comunità concrete, stabilitesi nelle metropoli occidentali dall’epoca in cui queste avevano bisogno di molta mano d’opera, serve da incentivo e stimola nuovi flussi nella speranza di trovare un maggiore appoggio logistico che gli faciliti l’incorporazione nella vita quotidiana del paese ospitante. Questo è un punto centrale, perché ci mostra l’esistenza di tutta una rete informale che mantiene o potenzia i flussi migratori. I primi immigranti crearono degli avamposti, inviarono denaro alle loro famiglie e posteriormente riuscirono ad ottenere il proprio raggruppamento familiare.

Questa esperienza quando viene conosciuta nel paese di origine colpisce molto le popolazioni del terzo mondo. E’ importante avere un riferimento in loco, sapere dove dirigersi, che possibilità di riuscire ci sono, avere informazioni sullo stile di vita, come trovare lavoro o sopravvivere, come trovare un alloggio ecc. Quindi i vincoli che si stabiliscono tra le famiglie già emigrate e quelle che ancora rimangono nei paesi originari creano una rete che facilita i movimenti migratori riducendo gli ostacoli e dando appoggio agli emigranti quando arrivano alla loro meta finale. Quando questa rete non esiste i flussi migratori sono minori. E’ importante avere in considerazione l’esistenza di queste reti di appoggio, gia che le attuali politiche europee sulla immigrazione non ne hanno alcuna conoscenza e l’esistenza di queste famiglie e comunità con identica origine è estremamente importante nella regolamentazione dei flussi.

Insieme a queste reti basate sulle relazioni familiari si presenta un altro fenomeno, che purtroppo rimane nella penombra mediatica e sociale ed è di una immoralità assoluta: si tratta delle reti di traffico di persone.

Esiste la credenza generalizzata che l’immigrazione è un fenomeno che colpisce fondamentalmente il Nord America, l’Europa occidentale, il Canada e l’Australia, mentre invece i dati che ci sono a livello mondiale smentiscono che i movimenti migratori abbiano come destino principale i paesi ricchi occidentali: secondo l’ONU, dei 120 milioni di emigranti che c’erano nel mondo nel 1990, 55 milioni vivevano in paesi sviluppati mentre gli altri 65 milioni vivevano in paesi del terzo mondo (Niessen e Mochel, 1999).

 Gli spostamenti degli immigranti sono aumentati in tutto il pianeta, però ci sono zone come i paesi della UE che hanno rafforzato le difese per impedire l’arrivo di altri immigrati, provocando una sensazione di pressione per l’arrivo di ondate massicce e generando nell’opinione pubblica la sensazione di essere invasi. Con l’ampliamento della UE si accresce questa paura, basata nella credenza che questi nuovi paesi aderenti non difenderanno sufficientemente le loro frontiere esterne, mentre in realtà saranno proprio loro quelli che produrranno flussi migratori interni.

E’ molto più preoccupante la crescita del rigetto verso questi esseri umani da parte della popolazione dei paesi ricchi che l’incremento netto del numero d’immigranti. La percezione esistente nella popolazione europea della immigrazione si basa nel rifiuto per supposti rischi o minacce, questa percezione interessata è accompagnata da una sfocata e mendace  visione offerta da stampa e televisione. Si considera invasione lo sbarco di duecento clandestini sulle coste italiane, si ingigantisce il reale traffico di immigranti nello stretto di Gibilterra e si crea allarme sociale facendo il paragone: aumento delinquenza = immigrazione. Gli immigranti più diventano visibili e più costituiscono un gruppo di fronte al quale si situa la società ricevitrice, stigmatizzandolo e facendolo diventare un “capro espiatorio” colpevole di tutti i mali e causa dell’insicurezza sociale esistente. Questa visibilità è però differente in funzione dei tratti somatici di ogni gruppo. Gli immigranti provenienti dall’est europeo sono in genere meglio valorizzati socialmente che i gruppi di colore subsahariani o dei magrebini, ai tratti somatici si uniscono gli stereotipi esistenti relazionati con l’etnocentrismo culturale, o in altre parole: tutte le culture che sono simili alle nostre sono meglio accettate, le altre vengono viste con diffidenza, specialmente quelle che sono accusate (purtroppo quasi sempre ingiustamente) di barbarie.

Ma la vera situazione degli immigrati ci manifesta una verità, poche volte toccata e che non interessa esporre, rimanendo occulta per gli interessi economici poco puliti che la stessa immigrazione provoca. Siamo testimoni di una situazione asimmetrica evidente: mentre colpevolizziamo gli immigrati per tutti i nostri mali e consideriamo logico il loro rimpatrio, molti proprietari di casa lucrano con affitti elevati, obbligando gli immigrati a dover dividere le case con i propri compatrioti, familiari e no, conoscenti o sconosciuti per poter affrontare i costi elevatissimi. Oramai in qualsiasi metropoli europea è sempre più difficile trovare una casa, anche vecchia e di bassa qualità a meno di 1300 € al mese, un letto in una stanza non costa meno di 300€ e dormire in una branda 150€. Questa soluzione strategica però è malvista e ostacolata dai vicini che vedono con angustia l’entrata e l’uscita continua di molte persone dallo stesso appartamento o casa, i continui cambiamenti di residenza ed i differenti stili di vita.

Risolvere in questo modo il problema abitativo di queste persone porta ad inevitabili conflitti tra loro, a problemi sociali e di tipo sanitario, addirittura c’è chi affitta come abitazioni locali commerciali, garages o baracche. Esistono pensioni che affittano stanze dove convivono immigrati clandestini subsahariani che fanno turni per l’uso del letto.

 
Riguardo la situazione lavorativa gli immigrati costituiscono un collettivo di lavoratori che formano un sottogruppo della classe proletaria; la mancanza dei documenti, permesso di soggiorno o di lavoro, li obbliga ad accettare qualsiasi tipo di lavoro, la maggioranza fanno quello che gli europei non fanno più, hanno posti di lavoro senza riconoscimento sociale né possibilità di fare carriera. Si trovano molte volte nelle mani di impresari disonesti, sono obbligati a lavorare un numero maggiore di ore, anzi, non hanno un orario definito e nemmeno un contratto ne’ una assicurazione, non godono dei diritti sindacali, non fanno vacanze, ne hanno possibilità di ammalarsi, ne’ alcun tipo di sussidio sociale ed i loro stipendi sono molto più bassi rispetto a quelli del mercato locale.

 Praticamente non esistono come lavoratori, non hanno alcun diritto. Non possono protestare con i datori di lavoro perché alla fine  otterrebbero solo il licenziamento senza alcuna possibilità di aiuto sindacale. In altre parole: queste situazioni sono vissute con rassegnazione visto che non possono reagire in nessun modo a difesa dei propri diritti, non hanno i documenti…se denunciassero i propri sfruttatori non otterrebbero altro che la loro espulsione dal paese. La logica del bisogno li obbliga ad accettare questo tipo di “relazione lavorativa” come unica uscita, la paura di rimanere senza un impiego condizionerà per sempre la vita lavorativa di queste persone.

Questo è il nuovo modello di sfruttamento, è la nuova schiavitù del XXI secolo. Questo nuovo sistema di sottomissione, che si sta raffinando sempre più, ha dei parallelismi da brivido con le schiavitù di qualsiasi epoca storica; gruppi di esseri umani che si muovono in mano di mafie e trafficanti che ne fanno un colossale affare, un affare fatto di vite umane (Cinesi che lavorano in laboratori tessili in cambio di un piatto di cibo a volte nemmeno caldo, vivendo in posti occulti e senza libertà di movimento, donne che vengono ingannate con la promessa di un lavoro dignitoso e poi vengono inviate a forza su di un marciapiede e tanto…. troppo altro!). Le immagini di immigrati che circolano per le strade, impauriti a testa bassa e con il terrore che gli chiedano i documenti (specialmente negli ultimi tempi ed in tutti i paesi occidentali) portano alla mia memoria ricordi di immagini cinematografiche della Germania nazista.

Sono intercettati dalla polizia non per aver commesso qualche delitto o infrazione, ma per il loro aspetto fisico o la forma di vestire, vengono identificati come immigrati e gli vengono chiesti i documenti. E’ normale che cerchino di passare inosservati nei luoghi che loro considerano a rischio. Se vengono arrestati sono trattati come delinquenti solo per non avere i “documenti”, vengono registrati, gli prendono le impronte digitali e gli vengono fatte foto segnaletiche per poi essere espulsi dal paese. Anche gli antichi schiavi dipendevano dai “documenti”, senza non potevano circolare con tranquillità, rischiavano e, se presi,  venivano severamente puniti. Anche gli schiavi odierni hanno bisogno dei “documenti” per essere considerati cittadini con pieni diritti.

Le società del passato consideravano gli schiavi come animali senza diritti, senza anima e come dei barbari, la società attuale li considera come illegali, usurpatori del lavoro altrui e responsabili dell’aumento della delinquenza. Nessuno li vuole per vicini, solo servono per essere sfruttati come lavoratori senza diritti a favore dei soliti pochi furbastri.

Ultimamente, per fortuna, le pressioni che stanno esercitando i compagni ed i collettivi di persone compromessi con i problemi degli immigrati stanno migliorando la situazione. C’è una similitudine storica ai movimenti politici della fine del secolo scorso. La libertà come la recepiamo oggi non è frutto della benevolenza degli stati o dei potenti ma il risultato di un processo di lotta dell’umanità contro le ingiustizie, le dittature, le disuguaglianze economiche.

Ci vuole comunque ancora molto, però la dinamica storica è già iniziata, provare ad ostacolarla non servirà a niente; alla fine, per semplice logica storica, gli stati ricchi dovranno dare pieni diritti politici agli immigrati che risiedono stabilmente nei loro territori.

 Non possiamo rimanere in silenzio davanti a una simile immoralità, bisogna riflettere su questo problema e prenderne coscienza alzando la voce e denunciando questa situazione di legalità illegittima. La schiavitù ricompare di nuovo, con una nuova faccia, non solo attraverso l’immigrazione ma anche, per esempio,con lo sfruttamento lavorativo dei bambini. La costruzione di una migliore e più perfetta umanità è direttamente legata al nostro miglioramento personale e all’eliminazione di tutti i pregiudizi che ognuno di noi ha incorporato al suo bagaglio culturale.

Forse è necessario un cambio del concetto Stato-Nazione-Frontiere, gli Stati attuali sembrano incapaci di porre soluzione alla sfida che suppone l’immigrazione, l’identificazione “cittadino” bisognerà relazionarla con la residenza stabile e non con il mercato e la nazionalità.


Antonino De Angelis

 

 

 

 

 

 

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