Devo confessare che, fin dal primo momento, mi sono domandata che senso avessero gli anatemi della signora Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, all'anagrafe coniugata Berlusconi; la quale, come tutti sanno, ha praticamente dato della spazzatura alle candidate alle liste per le elezioni europee del PDL. Si trattava di una protesta contro il presunto dongiovannismo di un marito frivolo, o della condanna del modo di trattare il genere femminile tenuto dal Presidente del Consiglio? Nel secondo caso, sarebbe stato lecito aspettarsi che la signora, anziché rimanere saldamente insediata nella villa di Macherio, dove conduce una vita ispirata ad alti e nobili princìpi spirituali, si tirasse la porta alle spalle, gettasse le chiavi di casa nel Lambro, e se ne andasse a vivere in un qualsiasi condominio, come la stragrande maggioranza dei suoi connazionali. Poiché ciò non è avvenuto, bisogna supporre che sia esatta la prima interpretazione. A questo punto, diciamolo francamente: che - oltre a tutto il resto - ci debba anche venire inflitta la periodica scenetta delle baruffe coniugali dei conigi Berlusconi, è davvero troppo! E saremmo anche grati ai mezzi di informazione se alle beghe familiari - sia pur coinvolgenti altissime cariche dello Stato - non dessero titoli a caratteri cubitali e l'onore delle prime pagine. Ci sono ben altre cose al mondo a cui dedicare legittimamente quegli spazi; e a maggior ragione, se il vero motivo del contendere in casa Berlusconi fossero, come qualcuno sostiene, i soldi (vedi l'articolo di Repubblica www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/elezioni-2009-2/lite-arcore/lite-arcore.html).
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eventual.mente