eventual.mente
Dice Naima, dal Marocco, 11 anni: "Loro sono persone italiane che il capo è un italiano. Lui alla tv parla un po' male perché è malato, ha la faccia storta. Loro vogliono mandare via dall'Italia tutti gli uomini, le donne e i bambini non italiani. Oppure anche quelli come me che sono nata in Italia ma i miei genitori e dei miei fratelli e sorelle grandi no. Loro sono contro tutti tranne loro. Loro si chiamano Lega Nord e sono contro il Sud, l'Ovest e l'Est."
E Vera, albanese di 9 anni: "Sono bassi, simpatici, allegri, sempre alla moda. Gli italiani assomigliano agli albanesi."
Secondo Olga (11 anni, Togo): "Le mamme dell'Italia trattano i figli un po' da piccoli anche se sono più grandi, invece io ho capito subito che dovevo arrangiarmi da sola."
Tong, cinesino di 8 anni, constata: "Io ho capito che se tu impari a giocare e a sapere del calcio è più facile che i bambini in Italia sono miei amici perché in Italia tutti parlano sempre del calcio."
Gran poesia nelle parole di Tasneem (Pakistan, 10 anni): "L'Italia per me è come una casa. Ha il clima abbastanza caldo, solo che sulle Alpi non ha messo il riscaldamento. È una casa pulita, ma in alcune stanze e in cantina c'è disordine e sporcizia. Nella casa ci abitano persone un po' gentili e un po' meno. I pavimenti di questa casa li lava l'acqua del mare."
E grande saggezza in quelle di Kumari (10 anni, Pakistan): "Per me se si amano fanno bene a sposarsi anche se lui è nero e lei è bianca, non vuol dire niente il colore, perché anche chi viene dall'estero è una persona, non un animale. Però il marito e la moglie si devono mettere d'accordo molto bene sul mangiare, sulla religione e sulla educazione dei figli, perché magari avevano delle abitudini diverse e perciò per mettersi d'accordo devono parlare un po' di più, altrimenti dopo ci sono dei casini e anche dei litigi. Ma ci possono essere casini anche se la madre e il padre sono tutti e due italiani, infatti in Italia ci sono molti matrimoni non misti ma anche molti divorzi."
Folgorante Lili (Cina, 9 anni): "In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l'altro re è il Papa. Berlusconi comanda l'Italia, il Papa comanda gli italiani."
Conclusiva Sheela (Sri Lanka, 9 anni): "I bambini non sono migrati in Italia, sono portati, perché li portano i loro genitori. Se era per me, io qui non ci venivo."
E come darle torto?
Quelle riportate sopra sono solo alcune delle considerazioni di bambini stranieri, raccolte da Giuseppe Caliceti, maestro di Reggio Emilia, e pubblicate in volume da Feltrinelli, con il titolo "Italiani, per esempio", di cui dà ampio stralcio la Repubblica, nell'articolo
"Mi ha offesa, ci sono abituata"
"Gli italiani? Bassi come noi"
qui: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/03/news/mi_ha_offesa_ci_sono_abituata-2179094/
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eventual.mente
Un fantasma si aggira per la Rete: quello del Decreto Romani e suoi addentellati.
La notizia è di quelle atte a turbare i sonni di molti (giovani, soprattutto; ma non solo). E sarebbe questa: il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani annuncia che sarebbero "allo studio altri strumenti per la tutela dei giovani su internet". E come il vice intenderebbe tutelare i giovani su internet? Così: ""Ad esempio il "Click sicuro", che si potrà scaricare a breve dal sito del ministero, per il quale se i ragazzi che viaggiano su internet entrano in siti pericolosi verrà inviato un sms ai genitori e la trasmissione verrà immediatamente interrotta".
Alessio Balbi, nel suo articolo su Repubblica (http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/02/02/news/decreto_romani_click_sicuro-2163307/)
Sms per controllare i figli online. Il web in rivolta contro Romani
aggiunge a quanto sopra riportato: "Quello descritto da Romani sembrerebbe un software simile ai programmi di parental control già distribuiti su internet da aziende private: si tratta di sistemi che i genitori possono installare sui pc usati dai figli per evitare che incorrano in contenuti inadatti ai minori. Le criticità evidenziate dai detrattori della proposta riguardano l'idea della "delazione" tramite sms e soprattutto il fatto che sia il governo a compilare una lista di siti pericolosi e a fornire uno strumento per bloccarli. Un meccanismo nel quale alcuni vedono l'inizio di una deriva "cinese" per il controllo governativo della rete."
E questo è, in effetti, l'aspetto più grave dell'iniziativa: il controllo governativo "a priori" dei contenuti del Web. Se ne preoccupano, infatti, sia Articolo 21, che spiega: "In questi giorni, per essere precisi dal 26 al 28 gennaio 2010 si terrà in Messico un vertice internazionale che dovrebbe portare all'approvazione definitiva dell'ACTA ( Anti-Counterfeiting Trade Agreement – accordo anticontraffazione), un pacchetto di misure finalizzate a combattere la pirateria on-line e salvaguardare così il diritto d'autore. Un trattato definito da RSF, fortemente lesivo della libertà di espressione in rete. L'accordo, si apprende dal comunicato di RSF, è stato condotto in maniera confidenziale tra 39 paesi, tra i quali l’Australia, il Marocco, il Messico, la Francia, l’Unione Europea e gli Stati Uniti senza il coinvolgimento delle ONG e della società civile, e tenuto segreto per ben 18 mesi; solo recentemente qualcosa è uscito allo scoperto. Il Parlamento Europeo non ha neppure avuto accesso alla documentazione. E’ decisamente deprecabile che discussioni con un forte impatto su libertà fondamentali come quella di espressione possano tenersi all’oscuro del dibattito democratico. L’esigenza di trasparenza in merito non è negoziabile né sottomessa a imperativi commerciali.” (Vedi: ACTA: la minaccia globale che incombe sulla rete http://www.articolo21.org/506/notizia/acta-la-minaccia-globale-che-incombe-sulla-rete.html)
sia gli stessi Reporters sans frontières che, nell'articolo
ITALIA: il governo vuole controllare i siti che diffondono video
(http://rsfitalia.org/2010/01/20/italia-il-governo-vuole-controllare-i-siti-che-diffondono-video/)
dichiarano: "Il decreto legislativo Romani instaura un sistema di autorizzazione che precederebbe l’esercizio della libertà di espressione, con lo scopo di evitare future violazioni del diritto di protezione della proprietà intellettuale. Questa disposizione è in contraddizione totale con la concezione della Corte europea per i diritti umani in merito alla libertà di espressione e con l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La Carta prevede un regime repressivo solo per condannare a posteriori un abuso e non per sanzionare a priori una volontà di espressione che si presume colpevole prima ancora di essere esplicitata. Il decreto instaura dunque una censura preventiva dei siti che diffondono video (YouTube, Dailymotion, i blogs, i media ondine). Reporters sans frontières ribadisce come ognuno debba essere ritenuto responsabile per quello che dice e non per quello che potrebbe dire."
Insomma: non solo i minori, secondo Romani e il governo, vanno tutelati da se stessi, ma tutti i cittadini italiani - ad evidenza assimilati a minori - vanno controllati perché non abusino della libertà di espressione.
Giusto quello che caratterizza le democrazie.
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eventual.mente
Arrivano, pressochè contemporaneamente, due notizie con la stessa provenienza: la seconda, in ordine di tempo, riguarda la recisa affermazione di Sivlio Berlusconi al Parlamento israeliano, con la quale il Presidente del Consiglio italiano ha definito "giusta reazione" di Israele l'attacco a Gaza del dicembre 2008-gennaio 2009. Anzi, ha detto "reazione", e aggiunto - dopo una breve pausa e sottolineando l'aggettivo con il tono della voce - "giusta" (vedere per credere - perché ci saranno sicuramente, nei prossimi giorni, polemiche e le solite smentite - il video del discorso, su Repubblica: http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/giornalismodaltri/2010/02/03/oberlusconi-al-parlamento-israeliano-modifica-il-discorso-preparato/)
La prima notizia, di ieri, è invece quella riportata dal quotidiano israeliano Ha'aretz (quindi, non la stampa comunista e antisemita che la nostra destra vede dappertutto), secondo la quale due ufficiali dell'esercito di Israele sarebbero stati sanzionati per aver usato munizioni al fosforo bianco durante le operazioni nella Striscia di Gaza: quelle stesse per le quali Berlusconi si congratula alla Knesset (vedi, tra i molti articoli in proposito, quello di Luca Galassi per Peace Reporter: http://it.peacereporter.net/articolo/20029/Israele,+marcia+indietro+sul+fosforo+bianco).
E' opportumo ricordare che le armi al fosforo bianco sono bandite dalle convenzioni internazionali, almeno in zone popolate.
Ora, come si sa, l'esercito israeliano è uno dei più forti e meglio armati al mondo, anche per merito delle generose forniture militari statunitensi, forniture alle quali l'Italia parteciperebbe in qualche misura, almeno sotto il profilo delle basi messe a disposizione per l'inoltro in Israele (vedi l'articolo di Manlio Dinucci, scritto per il Manifesto nei giorni dell'attacco israeliano al Libano, e riportato da Osservatorioiraq a questo indirizzo: http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2696).
Domanda: cosa ha indotto ufficiali al comando di simili forze armate a fare uso di armi vietate? Immaginiamo: condizioni estreme.
La risposta, secondo Ha'aretz, è: i due ufficiali decisero di usare il fosforo bianco per bloccare alcuni combattenti di Hamas armati di razzi anticarro che si trovavano nella zona (cfr. http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/ricerca-nel-manifesto/vedi/nocache/1/numero/20100202/pagina/09/pezzo/270485/?tx_manigiornale_pi1%5BshowStringa%5D=fosforo%2Bbianco&cHash=4a2ecd6898). In altre parole: forze armate, munite delle più sofisticate armi chimiche, le adoperano per contrastare l'azione di alcuni combattenti avversari i quali, invece di utilizzare i soliti sassi e bastoni per opporsi ai carri armati che gli buttano giù le case e sparano sulle loro famiglie, si sono provveduti addirittura di razzi anticarro, magari messi insieme nel cortile di casa come spesso è avvenuto proprio durante quella operazione, sobriamente denominata da Israele "Piombo fuso".
Ma il quadro non sarebbe completo, se non spendessimo qualche parola per spiegare come agiscono le munizioni al fosforo bianco. Ci limitiamo a riportare pochi commenti (con le relative fonti) di quelli che hanno visto con i loro occhi:
"Poi ci sono le foto che circolano in Rete di bambini uccisi nei bombardamenti su Gaza. Foto raccapriccianti che vengono da siti arabi, probabilmente legati ad Hamas. I bambini morti hanno i volti, la testa completamente nera, sembrano ustionati ma hanno i lineamenti ancora visibili e il resto del corpo quasi intatto. Cadaveri simili a quelli che si sono visti durante la guerra in Libano. (Rachele Gonnelli su L'Unità del 5 gennaio 2009 - Israele usa le bombe al fosforo a Gaza - http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=74848).
"Sembra una piccola mummia egizia. Non risale però a migliaia di anni fa, ma a pochi giorni fa. E' una bambina libanese: il corpo intatto, ma interamente nero, come mummificato. E' una delle foto che documentano che le forze israeliane stanno usando in Libano bombe al fosforo bianco e probabilmente altre armi chimiche anche di nuovo tipo. Immagini che ricordano quelle di Falluja, quelle della "strage nascosta" documentata da RaiNews24 nel novembre 2005. Siamo di fronte a un'altra strage nascosta, questa volta in Libano." (Manlio Dinucci, citato).
"Le gocce di fosforo bruciano al contatto con la pelle... Il fosforo bianco viene conservato sott'acqua o in azoto perchè a contato con l'ossigeno presente nell'aria produce anidride fosforica generando calore. L'anidride fosforica reagisce violentemente con composti contenenti acqua (come il corpo umano) e li disidrata producendo acido fosforico. Il calore sviluppato da questa reazione brucia la parte restante del tessuto molle. Il risultato è la distruzione completa del tessuto organico. (Luca Galassi, citato).
Una reazione GIUSTA!
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eventual.mente
L'ultimo intervento del Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla già dissestata scuola italiana, è il colpo di grazia inferto alla Geografia. Materia anche in passato progressivamente penalizzata da periodici colpi di scure, dovrebbe diventare - in molti istituti - un tutt'uno con la Storia (con contrazione di ore), così da accoppare due piccioni con una fava.
L'idea di fondo che anima una simile iniziativa deve essere quella che a nulla ci serve conoscere il mondo in cui viviamo: tanto, se vogliamo spostarci, ci sono i "pacchetti" tutto-compreso delle agenzie turistiche, che ci esimono anche solo dal pensare a dove vogliamo andare e cosa vogliamo conoscere; ci sono i navigatori, che ci conducono per mano a destinazione; ci sono i tassì, che ci riportano al portone di casa se ci siamo persi.
Ma non tutti sembrano d'accordo: sorprendentemente, proprio dai giovani parte su Facebook una protesta contro questa sedicente riforma, che in realtà è solo un taglio per fare cassa, dal momento che i giovani sono più lucidi di quanto i ministri che di loro si occupano non immaginino.
Per considerazioni di ordine generale sul tema, c'è l'articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica:
Se dalla scuola (per legge) scompare la geografia
per aggiornamenti sull'andamento delle proteste; l'intervento (ancora su Repubblica: http://www.repubblica.it/scuola/2010/02/01/news/geografia-2149029/) di Maria Novella De Luca:
Addio alla geografia a scuola con il Gps
per chi vuole aderire alla protesta, l'appello dell' Associazione Luogo e Spazio, che si può firmare qui:
http://nuke.luogoespazio.info/HOMEDILUOGOESPAZIOINFO/tabid/466/Default.aspx
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eventual.mente